Un odore sgradevole aveva impregnato le lenzuola…

Un’esperienza può dirsi compiuta nel momento in cui la si realizza o quando la si racconta?
Aprii gli occhi con quel pensiero in testa. Con l’ennesima domanda oziosa e senza risposta. L’odore sgradevole del profumo di quella puttanella di strada, unito a quello familiare del mio sudore, aveva impregnato le lenzuola.
Sbirciai l’ora sul comodino.
Dieci e mezza passate. La camera già pulsava per il caldo. Il ventilatore proseguiva nel suo movimento basculante, senza sosta, con un ronzio che mi sembrò insopportabile. Fra la missione di Nizza, la cena a casa di Iaia e la scopata con la prostituta di piazza Ascoli c’era uno iato insanabile. A proposito, non le avevo neppure chiesto come si chiamava. Un nome ci voleva, ancorché inventato.
Decisi di chiamarla Iaia la troia, che suonava pure bene.
Mi sforzai di ricongiungere i tasselli, di farli combaciare, di dare un senso a quella sequenza di situazioni, ma non ci riuscii. Tutto mi appariva senza senso mentre, soltanto poche ore prima,
un senso mi sembrava ci fosse.

“Un po’ più lontano” di Massimo Cassani (Laurana Editore)

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