“Mistero sul lago nero”, e il carabiniere grassoccio

“Posso andare?”
Ha fatto di sì con il capo, il carabiniere grassoccio, poi ha bofonchiato: “Si tenga a disposizione. Resta da chiarire come mai vi siete spacciato per un attore, un presentatore o un salamadonna cosa”.
“Innocente tentativo di seduzione. Ho il mio fascino. E i miei sistemi”. Mi sono alzato e sono andato alla porta. Avevo già la mano sulla maniglia, ma mi sono bloccato: “Mi dica una cosa: quella sigaretta che mi ha chiesto, era un trabocchetto, eh? Cosa c’è sotto?”, lo sapevo bene cosa c’era sotto, stavo cercando di stanarlo per avere un’informazione che ancora mi mancava e, finita la domanda, ho fissato l’impassibile amico della sorellina.

“Mistero sul lago nero”

“Non sono tenuto a rivelare niente sulle indagini in corso”.
Ho riflettuto un secondo: “Potremmo fare un patto: se dovessi scoprire qualcosa su questa vicenda, non mi prenderei il merito e le offrirei i risultati. Non dimentichi che ero un detective privato”.
“Siete un detective, non pigliamoci in giro!”
“Trascurabile questione di tempo verbale”.

"Mistero sul lago nero"
Photo by Grazia Napoli

“Mistero sul lago nero” è disponibile in libreria, ma anche qui IBS, e pure qui Amazon

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