“Gliela faccio pagare!” – Zona franca (TEA)

di Massimo Cassani

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« Gliela faccio pagare! »
Carmine Spalà era uscito di casa incazzato come una pantera.
« Gliela faccio pagare! »
Cercò di tenere a freno la rabbia. La rabbia e il motore. Non lo dovevano fermare. Sarebbe stata una beffa. Un’inculata sul rush finale, un’inculata da evitare come la peste. La tangenziale era già un fluire di tir e di macchine guidate da agenti rappresentanti con la giacca gessata a far da tendina al finestrino posteriore.
Al telefono gli avevano dato poche spiegazioni, quelle essenziali. E gli avevano detto di fare presto. Appuntamento là, nel boschetto non lontano dal Naviglio Martesana. La strada Spalà la sapeva a memoria, avrebbe anche potuto guidare
a occhi chiusi o pensare ai cazzi suoi.
« Gliela faccio pagare! »
Poteva pensare a quell’individuo che si era rivelato un mastino.
Anzi no: un bastardo.
« Gliela faccio pagare! »

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