L’ultima missione…

(Da “Un po’ più lontano” di Massimo Cassani). Entrai in casa. I giri della chiave nella serratura non mi erano mai sembrati così tanti. Aria familiare, un abbraccio. A casa mia,
finalmente.

Sotto la porta trovai una busta bianca, con un solo nome come mittente: Iaia. In quel momento il telefono si mise squillare. Ancora la frase in codice. Abbandonai il borsone da viaggio in anticamera ed ebbi un attimo di esitazione: leggere la lettera di Iaia subito o al mio rientro? Decisi di leggerla più tardi, con calma.
Qualsiasi cosa mi avesse scritto, era una cosa piacevole. Non poteva essere che così. Prima dovevo chiudere un capitolo della mia vita. Lo dovevo a me stesso. Forse anche a Iaia o alla donna che avrei avuto in futuro, ma soprattutto a me stesso. Posai la lettera sul tavolo del soggiorno e uscii per andare
nel solito appartamento puzzolente dei Servizi.

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