“Sul marciapiede opposto” di Massimo Cassani

SUL MARCIAPIEDE OPPOSTO (estratto)

“Non è tanto il timore di trovarsi lì, di notte, sulle orme di vite disperate, alcune alla deriva, altre complici di derive peggiori delle proprie. Uomini pronti a darti una mano senza chiederti nulla in cambio o a infilarti un coltello nelle budella, secondo la convenienza o la paura del momento. Individui nudi, spogliati dell’umano, ricondotti all’essenzialità del vivere, ghiaccio e fuoco, sazietà e digiuno.
Stridore di denti.
Peccato e perdono. 
Bene e male naturale.
Inferno e Purgatorio.
Paradiso: non pervenuto.”

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(la foto di copertina è di Lorenzo De Simone)

La foto dell’autore è di Dario De Andre

 

 

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La trama

Di che cosa si parla quando si parla de “La trama” di Massimo Cassani (Laurana). Prefazione di Giulio Mozzi

La trama – Come inventarla, come svilupparla” si pone l’obiettivo di illustrare alle aspiranti scrittrici e agli aspiranti scrittori alcuni principi utili a sviluppare narrazioni partendo da un’idea di base già acquisita; ma è anche uno strumento per i lettori interessati a capire i meccanismi che sorreggono le narrazioni, così da apprezzarne meglio le caratteristiche e le strutture.
Non un trattato di narratologia e nemmeno un saggio sullo strutturalismo, ma una semplice guida, appunto, che contiene fondamenti teorici ed esempi pratici per illustrare come questi fondamenti sono stati utilizzati per rendere efficaci le trame o alcuni snodi delle trame stesse.
Partendo dall’assunto che l’idea di base, nel progetto dell’autore, già esiste – ancorché non articolata – la guida passa in rassegna il principio di coerenza, il concetto di perimetro narrativo, la funzione del dispositivo drammatico, la funzione delle domande indispensabili alla costruzione dei personaggi ai fini dello sviluppo, la necessità di immaginare sentieri narrativi e i loro intrecci in base a semine di elementi e situazioni, e ai successivi raccolti, secondo una logica di causa-effetto.

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Non mancano indicazioni sulle dinamiche del “colpo di scena”: dall’agnizione di identità al flashback, dall’aringa rossa al “narratore mentitore o reticente”, dalla “doppia realtà” all’elemento nascosto dall’autore fino al deus ex machina.
Questo viaggio dentro il ragionare narrativo è supportato da esempi letterari (reali o di invenzione) e cinematografici e da alcuni snodi contenuti nei romanzi Il vino della solitudine, di Irène Némirovsky, Il cuore nero di Paris Trout di Pete Dexter e nel racconto La lettera rubata di Edgar Allan Poe.
Infine, viene presentata una dettagliata disamina de La notte dell’oracolo di Paul Auster. Il romanzo è analizzato mettendo in luce i sentieri narrativi che costituiscono la trama, e il modo in cui questi sentieri si intrecciano, dando vita alla narrazione nella sua unitarietà.

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La trama

 

 

 

Sommario

PRIMA PARTE
Strumenti e utili consigli
– Coerenza, innanzi tutto
– Che cos’è una trama
– Il perimetro narrativo
– Inclusione ed esclusione
– Inclusione, esclusione e sviluppo
– Il dispositivo drammatico
– Inclusione, esclusione e la funzione delle domande
– I personaggi e la trama
– Intreccio e colpo di scena
– Narrazione fa rima con trasformazione
– Semina e raccolto

SECONDA PARTE
Esempi di semine e raccolti in romanzi e racconti
– Imparare dagli altri
– Il dettaglio evocativo ne Il vino della solitudine

– L’oggetto ricorrente ne Il cuore nero di Paris Trout
– Il lato umano e psicologico ne La lettera rubata

TERZA PARTE
I sentieri narrativi de La notte dell’oracolo
– Il dono oracolare della scrittura
– Un viaggio sui sentieri
Sentiero/A – La malattia di Sid
Sentiero/B – Il taccuino oracolare
Sentiero/C – La flebite di John Trause
Sentiero/D – La gravidanza di Grace
Sentiero/E – Le motivazioni antiabortiste di Sid
Sentiero/F – L’ombrello, la pioggia, il giornale
Sentiero/G – Il comportamento di Trause
Sentiero/H – Il sentiero dei taccuini
Sentiero/I – Il sentiero definitivo: l’interpretazione oracolare
– Sentieri e intrecci
– Considerazioni finali sul romanzo
– Conclusione

– Appendice. Quadro sinottico dei Punti topici
de La notte dell’oracolo di Paul Auster
– Riferimenti bibliografici presenti nel testo
– Riferimenti cinematografici presenti nel testo
– Traduttori

(La foto dell’autore è di Dario De Andrea)

La trama

“LA TRAMA” di Massimo Cassani: in che cosa questo libro è diverso da tutti gli altri libri che parlano della stessa cosa, ossia della trama

La trama

Quello che hai tra le mani – dico questo “La trama” di Massimo Cassani – è un libro breve con una lunga storia. Nel 2011 – abbiamo i testimoni: Gabriele Dadati, Lillo Garlisi e il sottoscritto – da un’intuizione di Massimo nacque a Milano la Bottega di narrazione (bottegadinarrazione.com), che nel giro di qualche anno si è guadagnata, tra le varie scuole di scrittura o di narrazione o di finzioni o di tecniche narrative eccetera che ci sono in Italia, una certa reputazione.
All’attività della Bottega Massimo, che è una persona tanto attenta e precisa quanto garbata e modesta, ha contribuito di anno in anno con una lezione; una sola, ma di quelle fondamentali: la lezione sulla trama. L’ha inventata per la prima edizione della Bottega e l’ha poi arricchita per la seconda, ripulita per la terza, riorganizzata per la quarta, rimessa a nuovo per la quinta, perfezionata per la sesta. A ogni revisione hanno contribuito, ovviamente, senza nemmeno rendersene conto, le allieve e gli allievi: con le loro domande, i loro dubbi, le loro incomprensioni, le loro osservazioni, le loro intuizioni.
Dopo tanti collaudi orali la lezione – che dal vivo è una faccenda che dura tanto quanto la lettura meditata di queste pagine, ovvero quasi un giorno intero – è diventata finalmente qualcosa di scritto (non che prima non ci fossero appunti e slide, sia chiaro: ma tra l’interattività di una lezione e la comunicazione a distanza del libro c’è una bella differenza). E tu, ora, questo qualcosa di scritto ce l’hai tra le mani, e stai decidendo se acquistarlo o no (speriamo); o l’hai già acquistato (grazie) e stai decidendo se intraprenderne la lettura o rimandarla, se metterlo sul comodino in cima alla pila o sullo scaffale dei libri che un giorno forse leggerai, o forse no.
La decisione è tua, e non voglio interferire. Posso solo dirti che cos’ha questo piccolo libro di diverso, per quel che ne so, da tutti gli altri libri sul medesimo argomento che mi è capitato di leggere (e, per la mia professione di insegnante di narrazione, mi è capitato di leggerne tanti).
In poche parole: gli altri libri che mi è capitato di leggere tendono a insegnare come dev’essere fatta una trama per essere una buona trama. Cassani invece ti insegna come si fa a costruirla. Non è una differenza da poco.
Gli altri libri che mi è capitato di leggere tendono a proporre dei modelli. Cassani invece ti insegna un modo di lavorare. Non è una differenza da poco.
Gli altri libri che mi è capitato di leggere sono per lo più delle raccolte di prescrizioni. Il libro di Cassani, questo libro, è invece un buon accompagnatore. Non dice, a te che cerchi la strada, «Va’ di qua, va’ di là, svolta a destra, cammina dritto, svolta a sinistra»; dice piuttosto: «Vieni con me, ti ci porto. Magari per via prendiamo un caffè».
E questa, lo ripeto per l’ultima volta, non è una differenza da poco.
Oggi, giorno in cui scrivo questa prefazione, è il 28 settembre del 2017. Tenni la mia prima lezione di “scrittura creativa” il 4 ottobre del 1993. All’epoca praticamente non esisteva una manualistica italiana, e molto si favoleggiava della manualistica statunitense – quella legata ai corsi universitari (universitari!) di creative writing – che peraltro quasi nessuno si azzardava a leggere e studiare. Per prepararmi al primo ciclo di lezioni io me ne lessi e studiai un tot, trovandola molto interessante ma, per certi versi, aliena; e con molta più utilità lessi o rilessi certi libri o brevi saggi scritti da scrittori o da poeti o da musicisti (c’è molto, nel comporre, che è assai simile in letteratura e in musica) nei quali ciascun autore esponeva, spesso con grande lucidità, non tanto i “principi costruttivi” o le “regole” per mezzo dei e delle quali aveva composto le proprie opere, quanto il proprio modo di lavorare.
Questo libro di Massimo Cassani – che, va ricordato, è un eccellente narratore – è una via di mezzo tra quei libri più “memoriali” e il manuale. Più esattamente: ha la forma, più semplice e cordiale, del manuale; ma tutto ciò che insegna viene dall’esperienza, e dall’esperienza lungamente meditata.
È per questo, cara lettrice, caro lettore, che sulla base di ventiquattr’anni di pratica dell’insegnamento della narrazione mi permetto di dirti: se non hai ancora deciso se acquistare o no questo piccolo libro, considera la possibilità di acquistarlo davvero (speriamo); e se l’hai già acquistato (di nuovo: grazie) non riporlo sullo scaffale dei libri che un giorno forse leggerai, o forse no: mettilo invece sul comodino, o meglio ancora sul tavolo. Senza dimenticare la matita o – secondo le tue abitudini – l’evidenziatore.

Buona lettura.
Giulio Mozzi

 

 

La foto dell’autore è di Dario De Andrea (diritti riservati)

 

Il cane/Racconto minimal

In cucina, casa dei miei, sulla Prealpi.

Estate.

Non ricordo la mia età, ero troppo grande per succhiare il ciuccio. Ma io lo voglio, lo voglio ancora.

Mia madre prende il ciuccio e apre la finestra. Dice: basta, ora lo do al Tom. Tom è il cane, un cane da pagliaio.

La finestra si richiude, il ciuccio non è più nella sua mano.

Ci rimango male, ma non piango. Tanto ho un pensiero, mica può finire così, no che non può finire così.

La mattina dopo sono il primo a scendere in cortile. Tom è nella cuccia e io perlustro la zona sotto la finestra. Niente, del ciuccio neppure l’ombra, sparito. Guardo Tom, guardo in alto la finestra chiusa.

Quei due erano d’accordo, penso.

Lo penso ancora.

La finestra/Racconto minimal

Freddo. Casa dei miei, sulle Prealpi. Fuori è buio, inverno inoltrato.

1970, credo.

In soggiorno, mia sorella ed io diciamo no, a letto non vogliamo andare, è presto: ancora cinque minuti. Mio padre minaccia di chiamare la strega. Ma noi no: ancora cinque minuti, ancora cinque minuti.

Sul vetro nero pennellato di notte compare una mano ossuta, nera come il vetro, nera come la notte e bussa una, due, tre volte. Scappiamo a letto, senza voltarci.

Estate. 2012. Fuori è chiaro, ora dell’aperitivo. Chiedo a mia sorella se ricorda l’episodio: dice, sì, lo ricorda bene, che paura quella volta eh?

Abitavamo al primo piano.

“Solo Silencio” di Massimo Cassani (Editorial Boveda)

Milán, 1 de octubre de 1978. Un domingo por la tarde, fotocopia de tantos otros, durante un partido en la parroquia de un barrio periférico, se arma la grande.El jovencísimo Aristide Mastronardi —pasión por el fútbol y un futuro de carabiniere, como su padre Salvatore—, termina en el suelo por culpa de un adversario. Pita el controvertido penalti un joven de otra parroquia milanesa: Alessandro Micuzzi, un pelirrojo desgreñado con un futuro de comisario de policía. Y mientras los jugadores, padres y primos se lían a puñetazos, cerca del campo tiene lugar un episodio aparentemente insignificante, pero relacionado con uno de los hechos más discutidos de la Italia de la posguerra. El único que repara en ello es el hermano mayor de Aristide, Gaetano, que también participa en la pelea.Más de treinta y cinco años después, el abogado americano Walter Gramble vuelve a poner sobre la mesa toda la red de misterios vinculada a aquel episodio. Y mientras el comisario asiste atónito a la enésima «sorpresa» de su exmujer Margherita y lo trasladan como escarmiento a una destartalada comisaría de las afueras de Milán, Micuzzi se ve involucrado en un asunto poco claro, afrontando las ambigüedades de la jefatura de policía y desafiando la mano invisible de los servicios secretos italianos y estadounidenses.

 

Solo silencio

“Solo silencio”

 

Editorial Boveda

“RITRATTO DELL’INVESTIGATORE DA PICCOLO” (TEA) – La parte di Marco Vichi

Ritratto dell’investigatore da piccolo” (TEA)

A cura di Massimo Cassani

IN LIBRERIA DAL 23 FEBBRAIO

Con racconti di Erica Arosio e Giorgio Maimone, Massimo Cassani, Elda Lanza, Hans Tuzzi, Marco Vichi.

Ritratto dell'investigatore da piccolo

Ritratto dell’investigatore da piccolo

Cinque scrittori (più uno) noti per i loro romanzi gialli e noir (ma non solo) dalla cui penna sono usciti personaggi seriali amati dal pubblico e ora raccontati nella loro dimensione infantile, prima che tutto cominciasse.

Greta e Marlon (Arosio&Maimone), Micuzzi (Cassani) Gilardi (Lanza), Melis (Tuzzi), Bordelli (Vichi): quali sono stati gli episodi che hanno plasmato i loro caratteri e la loro formazione umana che forse hanno influenzato il loro mestiere da grandi? Avvocati, investigatori privati, commissari, vicequestori fotografati in una veste insolita per i lettori. Che cosa c’è di loro, da adulti, già presente quando erano piccoli? Lo si scoprirà in questo viaggio nel passato, in un’Italia lontana da quella di oggi, ma ben presente nella memoria o nell’immaginario degli autori.

 

 

 

Il segreto di Ermelinda

di Marco Vichi

È il 1919, Franco Bordelli ha nove anni. All’ultimo piano del palazzo dove abita con i genitori, vive una vecchia zitella di novant’anni. I due stringono una singolare amicizia, finché un giorno Ermelinda annuncia che sta per lasciare questo mondo, consegna al piccolo addoloratissimo Franco uno scrigno e gli dice di aprirlo soltanto dopo che lei sarà morta. Ermelinda si toglie la vita quella notte stessa. Bordelli apre lo scrigno e trova le istruzioni di Ermelinda, che eseguirà con convinzione, dissotterrando senza saperlo un’antica storia familiare seppellita dal tempo.

Marco Vichi

Marco Vichi

Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi: L’inquilino, Donne donne, Il brigante, Nero di luna, Un tipo tranquillo, La vendetta, Il contratto, La sfida, Il console; le raccolte di racconti Perché dollari?, Buio d’amore, Racconti neri; la serie dedicata al commissario Bordelli: Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda, Il nuovo venuto, Morte a Firenze, La forza del destino, Fantasmi del passato; la graphic novel Morto due volte, con Werther Dell’Edera, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curato le antologie Città in nero, Delitti in provincia, È tutta una follia, Un inverno color noir, Scritto nella memoria. Ha pubblicato altri romanzi e racconti con Salani, Mondadori, Einaudi e molti altri editori. Il suo sito internet è www.marcovichi.it.