“Zona franca” (TEA), recensione su Thriller Magazine

di Igor De Amicis

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Luigi Pecchi, detto Gigi Sciagura, è uno stralunato ottantenne con idee bizzarre e con qualche rotella fuori posto (vuole abbattere il Duomo di Milano). Luigi Pecchi è però un cadavere con tre colpi di pistola in corpo. Luigi Pecchi è soprattutto un enigma insoluto per il commissario Micuzzi, un uomo semplice ma dalla vita complicata, con una ex moglie invadente e una buona squadra di collaboratori, un investigatore sensibile e acuto, sbattuto nell’ultimo commissariato cittadino per un tragico errore in servizio. L’indagine si fa subito complicata, fra giovani albanesi pronti a fungere da capro espiatorio, a costruttori dalla dubbia moralità, a nipoti desiderosi di ereditare, ma forse la verità è ben più complessa e oscura, forse si nasconde silenziosa fra le pieghe di un passato inatteso e crudele. Ma la vicenda si complica ulteriormente con la comparsa di curiose ed azzeccate figure femminili, dall’amica giornalista alla simpatica ballerina.

Zona franca di Massimo Cassani è la terza indagine del commissario Micuzzi, e viene pubblicata da Tea, si tratta, senza dubbio, di un felice ritorno per un personaggio affascinante e suggestivo, che si sta ritagliando un suo spazio nella letteratura italiana.

La scrittura di Cassani é piacevole e ben calibrata, raffinata ed evocativa. Il libro parte lento, ma mai stanco, crea momenti, sensazioni, immagini, e così la città diventa personaggio fra i personaggi, una Milano multietnica e complessa, vitale e oscura. Il ritmo prende poi vigore incalzando il lettore, che viene travolto da un vortice di false piste e ipotesi suggestive, e soprattutto è affascinato dalla personalità del protagonista, che si muove serafico e pigro fra le pieghe della sue indagine. Un uomo che fuma il sigaro e beve grappa, ma che ha sempre occhi attenti per indagare e cervello affilato per squarciare il velo del passato.

Su tutto il romanzo si percepisce la penna felice e preziosa dell’autore e una sottile vena di humour che da sapore, che rende la lettura piacevole oltre qualsiasi indagine, oltre le pagine stesse, trasformando i protagonisti in persone reali e concrete, complesse e sfaccettate. E fra una pagina e l’altra si ha voglia di accendere un buon sigaro e magari bersi un goccio di grappa.

Una lettura piacevole e intelligente. Da non perdere assolutamente.

Thriller Magazine

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