“Si alzò dalla sedia che era quasi mezzanotte…”

Tratto da “Un po’ più lontano”

di Massimo Cassani

condominio

Si alzò dalla sedia che era quasi mezzanotte. Andando verso la porta notai che barcollava. Prima di uscire si voltò. Con la voce un po’ impastata mi disse: “Vedo che anche lei ama il buon bere. Mi fa piacere. Vorrà dire che ci terremo ancora compagnia. Io, lei e una buona bottiglia”. Poi, quando già era sul pianerottolo, si voltò. “Ah, un’ultima cosa. Lo sa come mi chiamano qui nel palazzo? No? Il Professore! Proprio così, mi chiamano il Professore!”, e scoppiò a ridere in modo sguaiato. La cosa lo divertiva, come lo aveva divertito che avessi definito appetitose
le tettine di Iaia.
Chiusi la porta e provai un senso di vuoto. Se fingere di saper stare in una dimensione sociale significava passare serate come quella, forse era meglio mollare il colpo, pensai, e rassegnarsi a vivere come avevo sempre fatto.

Un po' più lontano

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