Rime scarse

di Massimo Cassani

Le verze di Montalcino

Le verze di Montalcino
vivon del ricordo d’un amor lontano
un amor, a dire il vero, piccolino
di cui rammentan sol la mano
la mano del figlio d’un contadino
che dalla terra, con gesto insano
le fece planar nell’orto del vicino
(molto stimato come ortolano
ma pessimo produttor di vino
e già galeotto per aver ucciso un nano).
Oh, le verze di Montalcino

Gennaro

Gennaro
nacque in gennaio/
senza danaro
in un granaio.

Il guerriero Camillo

Il guerriero Camillo
è forte e robusto
ma inala un pistillo
(e questo è già ingiusto)
Ma ciò che lo frega
è il naso un po’ stretto
allor prende una sega
e lo taglia di netto.

Errata corrige

Per un mancato “errata corrige”
mi son preso un calcio nel coccige
scarpa puntuta, oh signor
non hai idea di quanto dolor.

Il comò

Un comò un po’ rococò
arde dentro il mio camino
a vederlo par piccino
come un tenero pulcino
Ma chissà chi lo piallò
e paziente lo forgiò
‘sto comò un po’ rococò
che arde dentro il mio camino.

Sul sagrato di San Grato

Sul sagrato di San Grato
ci passò un bel giorno un gato
dal padrone era scapato
per ragioni di palato.
Il padrone, la sua papa,
la faceva tropo sciapa
e ci dava da mangiare
una carota e mezza rapa.
Questo gato, afamato
(sul sagrato di San Grato)
lui andava mo’ a cercare
un padrone illuminato
che passasse in cucina
tuta quaaanta la matina
e che ci servisse tosto
qualche bel coniglio arosto.

Viola, violetta
Viola, violetta del prato
che cresci ribelle e silente
tu credi che io t’abbia amato
ma di te non m’importa un bel niente.

Viola, violetta del prato
che cresci senza permesso
cos’è quello sguardo perplesso?
E’ forse ché t’ho calpestato?

Viola, violetta sagace
che promani profumi e poesia
ti regalo un grammo di antrace
sottratto al Mossad e alla Cia.

Viola, violetta giocosa
il destin ti ha pasciuta nel prato
la tua stella è miracolosa?
Ma no! Sol che io ho concimato!

Viola, violetta noiosa
che cresci gaudente costì
suvvia non far la ritrosa
Violetta del Missisipì
(chè poi passa una cagna rognosa
e ti innaffia con la sua pipì)

Viola, violetta cortese
nel prato tu cresci e violetti
ma il sole è malato ‘sto mese
e poi crepi con gli ultravioletti

Viola, violetta odorosa
di fiore, di terra e legname
l’olfatto mio non riposa
e in te sento pure letame

C’è un gigante nel girello

C’è un gigante
nel girello
ha la faccia da brigante
non è brutto non è bello
e ne ha viste proprio tante

Nel girello
c’è un gigante
alto quanto un maxi ombrello
lui sta bene, è benestante
indossa pure un bel mantello.

C’è un gigante
nel girello
muso duro da arrogante
è nato sotto Montebello
braccia come un badilante.

Nel girello
c’è un gigante
e mangia solo culatello
è cattolico osservante:
“Vade retro, serpentello!”

Nel girello entra un nano
e gli dà una bella occhiata
poi si fanno qualche mano
di Peppa e briscola chiamata

Primavera

Brunite rondini volano
sull’asfalto lucido per la pioggia
io finisco il mio pasto frugale
con formaggio e insalata di Chioggia.
Brunite rondini volano
sul tetto del vicino
io finisco il mio pasto frugale
con due bicchieri e mezzo di vino.
Brunite rondini volano
sull’aratro e sulla zappa
io finisco il mio pasto frugale
ammazzando una bottiglia di grappa.
Brunite rondini volano
discrete e con rispetto
ho finito il mio pasto frugale
spengo il lume e mi infilo nel letto.

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