Racconti/2 – La ragazza

La ragazza
di Massimo Cassani

Quelle tre ragazze che passano canticchiando canzonette io le vedo tutte le mattine. Facile immaginare che vadano a scuola. E poi le vedo anche tornare. Una di loro, senza dubbio la più graziosa, spesso mette la minigonna e con le sue gambe leggere e le sue caviglie sottili sa di essere appetibile, e non solo ai ragazzetti della sua età e ai vecchi rassegnati come me. Ma anche all’assessore che passava tutti i giorni, alla solita ora, e alla solita ora scendeva dalla macchina per comprare i giornali e le buttava un’esplicita occhiatina dove finisce la stoffa leggera di primavera. Ora lui non si vede più. Lei, con le amiche, invece sì. Ormai riconosco i suoi passi da lontano. Dice la pescivendola dell’angolo che lui, l’assessore, ci abbia anche provato. Io non l’ho notato, ma la cosa non mi ha stupito. Dice la pescivendola dell’angolo, il cui cane mi fa visita spesso e piscia sulla mia edicola, che una volta l’ha fermata in una strada vicina, con la scusa – ora non so – di sapere l’ora o per chiedere qualche altra informazione. Dice la pescivendola dell’angolo – suo marito se n’è andato proprio con una ragazzetta come quella, il che spiega l’acidità delle sue parole – che lei abbia riso come ridono le bambine imbarazzate. E stupide. Ma a questa cosa non credo.
Dal palcoscenico dei suoi sedici anni tutto deve ancora sembrarle una sorpresa. Ma se il caso non le avesse regalato quel suo sorriso disteso e regolare che le illumina la fronte appena nascosta dai capelli castani, nell’attesa della sorpresa si aspetterebbe certamente meno dell’attenzione di un adulto gentile ed elegante, capace di nascondere la sua acidità di stomaco e la sua falsità sotto il profumo del dopobarba.
In fondo, però, la pescivendola dell’angolo ha ragione ad avercela con lei. Non provo anch’io, con la mia anima di cemento, una inspiegabile soddisfazione, quando la vedo, specie al lunedì, meno luminosa del solito? Magari con un paio di brufoli sul naso? La pescivendola non ha tutti i torti a riversare sulla ragazza la sua delusione profonda. Forse le augura un futuro come il suo. Non che la vita l’abbia punita più di altri. Solo che su di lei la puzza della vita si sente di più. In fondo nessuno sceglie di vivere in un modo o in un altro solo per caso. Il caso vuole che si nasca ricchi o poveri, belli, brutti o banali, ma ciò che si farà da grandi non riguarda il caso, ma in buona misura la volontà. E la pescivendola ha voluto far sapere al mondo quanto puzza la sua solitudine. Altri (l’assessore, per esempio) forse riescono a nasconderla sotto litri di dopobarba. Ma la puzza rimane. E i nasi fini come i miei la sentono.
Solo lei, la ragazza, non puzza. Forse non ancora. Sa di buono. E, chissà, probabilmente è pure ricca. Di certo sa nuotare o comunque è abituata a fare sport anche fuori dalla palestra della scuola. Me lo raccontano i suoi muscoli, sulle spalle, sul ventre e sulle natiche. Senza dubbio, per lei, Dante è un incidentale incombenza. Che diventerà più leggera di fronte agli occhi sicuri del ragazzo con la moto che, prima o poi, l’accompagnerà a casa, finita la scuola. Ma a questo a me non piace pensare. Nei giorni allegri mi piace immaginarla innamorata dell’occhialuto amico daltonico con cui, non sempre per la verità, torna a casa; nei giorni tristi amo immaginarmela ingrassata e sposata e incapace di pensare.
La pescivendola sostiene che, lei, la ragazza, non è più vergine e che, forse, è stato proprio l’assessore. Io non so se sia stato lui. Di sicuro non è stato l’amico occhialuto, anche se un bel romanzo imporrebbe una variante così. Certo, se fosse stato l’amico che nasconde la sua timidezza dietro le lenti rossastre, il finale sarebbe comunque scontato: lui, innamorato, non avrebbe dimenticato facilmente il suo corpo; a lei, al massimo, sarebbe rimasto un tenero ricordo, da mettere sullo scaffale già ricco di attenzioni e di dichiarazioni di molti. Assessore compreso.
Certo, io preferireri assistere dalla mia edicola a una storia d’amore fra la ragazza e il suo amico daltonico che contraddicesse la costante dei rapporti. Non foss’altro per una sorta di riscatto. Le mie rughe come i suoi occhiali impediscono la competizione. Sia con l’assessore sia con il giovane motorizzato che verrà. Perché verrà, io lo so, verrà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...