L’insidia dietro l’angolo…

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(da “Un po’ più lontano” di Massimo Cassani). Misi giù il ricevitore e provai un brivido, nonostante in casa ci fossero almeno trenta gradi. Era la resa dei conti.

I Servizi mi avrebbero messo di fronte alle responsabilità di quel pedinamento fallito. Ma io già intuivo – o forse riesco a ricostruire il quadro soltanto ora, a distanza di anni – che quella era solo una delle variabili destabilizzanti nella quali ero incappato. Se fossi stato uno stratega militare avrei dovuto fare il punto della situazione con lucidità, magari disegnando su un foglio la mappa delle insidie che si annidavano in quell’agosto appiccicoso di umido: l’episodio di Nizza, la strisciante destabilizzazione alla quale Iaia aveva dato la stura, la nuova percezione di sospetto che annusavo nei miei vicini. Non che, se l’avessi fatto, sarei stato in grado di parare i sassi e i dardi all’oltraggiosa sorte.
Anche perché il dardo pronto a oltraggiarmi stava per essere scoccato da un arco che avevo trascurato.
E non avrei dovuto.
Era legato a Iaia la troia, che quasi avevo già dimenticato.

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