La finestra/Racconto minimal

Freddo. Casa dei miei, sulle Prealpi. Fuori è buio, inverno inoltrato.

1970, credo.

In soggiorno, mia sorella ed io diciamo no, a letto non vogliamo andare, è presto: ancora cinque minuti. Mio padre minaccia di chiamare la strega. Ma noi no: ancora cinque minuti, ancora cinque minuti.

Sul vetro nero pennellato di notte compare una mano ossuta, nera come il vetro, nera come la notte e bussa una, due, tre volte. Scappiamo a letto, senza voltarci.

Estate. 2012. Fuori è chiaro, ora dell’aperitivo. Chiedo a mia sorella se ricorda l’episodio: dice, sì, lo ricorda bene, che paura quella volta eh?

Abitavamo al primo piano.

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