Il mondo e le storie del commissario Micuzzi

Questo articolo è una sorta di guida fra i romanzi e i personaggi di Massimo Cassani (della serie dedicata al commissario Micuzzi). Un mondo fatto di casi da risolvere e di vite private osservate da vicino.

Chi è il commissario Micuzzi

Il commissario Micuzzi ha quarant’anni. E’ alto circa un metro e settantacinque, e ha i capelli rossicci e arruffati; non è grasso, ma ha una pancetta coltivata a colpi di grassi insaturi, calici di rosso e grappa Nardini. Smemorato, distratto, vive da solo nella casa dell’ex ex moglie, Margherita, in via Eustachi a Milano, zona Città Studi. Pigro e brontolone, le inchieste le conduce, perché in fondo sa fare il suo mestiere. Non ha grandi passioni, a parte leggiucchiare distrattamente qualche vecchio Urania e fumare Toscanelli. Quando entra in rapporto con le donne, non capisce mai se si innamorano davvero di lui o se lo usano per scopi mai del tutto chiari. O leciti.

I luoghi dei romanzi

I romanzi dei commissario Micuzzi sono ambientati nella Milano contemporanea. I luoghi toccati dalle vicende sono numerosi. L’epicentro dell’azione è soprattutto la zona Città Studi, Porta Venezia, Loreto, ma non mancano puntate allo storico quartiere dell’Ortica e al Gallaratese. Con il terzo romanzo, “Zona franca”, l’azione si svolge prevalentemente nella multietnica e popolare via Padova.

“Sottotraccia”

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Il personaggio del commissario Alessandro (Sandro) Micuzzi nasce con il primo episodio della serie, dal titolo “Sottotraccia”. In questo primo romanzo (pubblicato da Sironi nel 2008, e ripubblicato come tascabile da TEA nel 2013), Micuzzi si trova a indagare su tre storie parallele: la scomparsa di un noto scrittore colombiano da anni a Milano, Antonio Arau, l’uccisione di un timido docente universitario (Marcello Susanni) e quello che pare essere l’omicidio seriale di travestiti.

In “Sottotraccia”, Micuzzi è ancora commissario alla Squadra mobile della Questura di Milano e può contare su un piccolo gruppo di collaboratori fidati: l’ispettore capo Giampietro Lariccia (uomo di bell’aspetto, elegante e amico del commissario), l’ispettore Salada (spregiudicato, non sempre limpido nei comportamenti, ma ricco di informatori negli ambienti più loschi della città) e l’ispettore Teneriello (buon padre di famiglia, ligio al dovere, fedele e sempre pronto a raccontare qualche articolata storia di famiglia che si porta con sé morali e conclusioni, più o meno utili alle indagini). Una squadra che funziona, ma destinata – come si vedrà già in questo primo romanzo e soprattutto, nei successivi – a trasformarsi a partire dal ruolo dello stesso Micuzzi, che viene silurato dal suo incarico e relegato al commissariato Città Studi dove incontrerà l’agente Rosaria Della Vedova, una poliziotta robusta nel fisico, con una leggera peluria sopra il labbro superiore ed efficiente in modo quasi leggendario.

Le tre inchieste raccontate in “Sottotraccia” trovano Micuzzi in un momento personale piuttosto difficile: la moglie, Margherita, l’ha lasciato da circa un anno e lui questa rottura non l’ha ancora digerita del tutto. Già di suo il commissario non è mai stato un compagnone, ma la nuova situazione acuisce il suo carattere di orso brontolone e lo fa scivolare in uno stato di inedia che si ripercuote anche sul suo lavoro. Oltretutto il nuovo questore, Salvatore Nardò, non lo ama. Nardò predilige uomini massicci e incazzati e la figura mezza spampanata di Micuzzi non rientra proprio nei suoi canoni.

In tutto questo, però, Margherita non lo molla. La donna ora vive con un gioielliere macchinato di lusso, ma dalle sue telefonate (sempre più frequenti, sempre più affettuose) traspare un senso di solitudine che Micuzzi non sa come interpretare.

Le inchieste però premono: dello scrittore scomparso ancora nessuna traccia, la vita del docente universitario ucciso sembra una porta senza maniglia per entrare e del seria killer di travestiti gli esperti hanno saputo soltanto tracciare un profilo psicologico tanto preciso quanto inutile. Il lavoro di Micuzzi sembra alla deriva come la sua vita personale. A vivacizzare la situazione, la comparsa di una graziosa e vivace studentessa (Asia) che seguiva le lezioni del docente ucciso e che si mette in testa di collaborare alle indagini e tallona da vicino il commissario il quale non riesce a capire se quella presenza per lui è più fastidiosa o intrigante. Di sicuro è intrigante l’incontro con l’affascinante moglie dello scrittore scomparso, Corinna Bottacchi, con la quale sembra addirittura prendere piede una vera storia d’amore.

Gli eventi però precipitano: Micuzzi si ficca nei guai con una strana sparatoria e viene rimosso dall’incarico; la vicenda dello scrittore si colora di mistero con il delinearsi di una pista che pare portare a un centro di potere rosacrociano, un altro travestito viene ammazzato, senza che si riesca a individuare il responsabile e la stessa Corinna Bottacchi scompare, senza lasciare tracce.

Il commissario Micuzzi, ai margini di tutte queste vicende, è un uomo sconfitto.

E mentre la sua testa si ferma, la sua pancia continua a lavorare. E se il questore l’ha definitivamente abbandonato, così non si può dire dei suoi collaboratori. Gli elementi fin qui raccolti e una rinnovata caparbietà di Micuzzi (arrivato al punto di volersi addirittura dimettere dalla Polizia) fanno sì che si squarci il velo su tutte le vicende irrisolte. E la realtà sarà più disarmante di quanto lui stesso si era immaginato. Una realtà, in alcuni casi, che finisce con il fargli anche male, viste le conclusioni.

Una nota margine: già in “Sottotraccia” compaiono o vengono evocati alcuni personaggi che avranno un ruolo importante nei romanzi successivi. La bella e seduttiva Sofia, vicina di casa di Micuzzi, che nel secondo episodio, (“Pioggia battente”) diventerà addirittura una delle figure principali; il pubblico ministero Mino de Donatis, bestia nera del commissario; l’avvocato Michele Maria Bassi (pure lui in primo piano nell’episodio successivo della serie), l’onorevole Malinverni, destinato ad avere un volto soltanto nel terzo romanzo (“Zona franca”) e Ambra Cattaneo, la volitiva giornalista bisessuale, forse l’unica vera amica di Micuzzi.

“Pioggia battente”

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Dopo “Sottotraccia”, il commissario Micuzzi torna con il secondo romanzo della serie: “Pioggia battente”, appunto (pubblicato sempre nei tipi di Sironi, l’anno successivo, nel 2009, e ripubblicato come tascabile da TEA nel 2014). Ancora parcheggiato al commissariato Città Studi e impossibilitato a condurre indagini, Micuzzi viene convinto dalla bella vicina di casa, Sofia, a compiere un sopralluogo in una elegante villa di Milano che si scoprirà essere la residenza del noto avvocato Michele Maria Bassi, legale del chiacchierato politico Malinverni. Da quella casa, Sofia continua a ricevere telefonate minatorie. Micuzzi, che non ha titoli per indagare, si trova un cadavere fra i piedi, un uomo senza nome morto proprio nella casa dell’avvocato.

Con sua sorpresa, anziché venire sonoramente cazziato dal questore, il commissario viene spinto a compiere un’indagine riservata, d’accordo con il pubblico ministero Mino de Donatis, che Micuzzi vede come il fumo negli occhi.

L’indagine porta ai finanziamenti dell’Unione europea (l’onorevole Malinverni, difeso dall’avvocato Bassi, era già stato invischiato in maneggi di questo tipo…), ma anche in questo caso l’inchiesta porterà molto più lontano. O forse, in modo inaspettato, molto più vicino…

Parallelamente a questo filone d’indagine, la vita privata di Micuzzi prosegue tortuosa. La sua ex moglie Margherita si è ficcata in un guaio. Dopo essersi lasciata con il gioielliere, ha deciso che la sua vita deve prendere una piega diversa. Ma è una piega da Codice penale e la donna prova in tutti i modi a coinvolgere l’ex marito, il quale poi dovrà togliere anche a lei le castagne dal fuoco. Con l’amaro in bocca, perché la verità e la giustizia non portano sempre alla felicità.

Ma le vicende di “Pioggia battente” non finiscono qui. La bella moglie dello scrittore Arau, Corinna Bottacchi (pure lei, come il marito, scomparsa in “Sottotraccia”) si materializza all’improvviso. E sotto le lenzuola confessa a Micuzzi il suo sospetto di essere stata tenuta d’occhio. Da chi? Da Sigismondo, un ridicolo personaggio ciarliero e battutaro, amico della giornalista Ambra Cattaneo, un uomo solo che nasconde più di un segreto. Ma anche il precario legame di Micuzzi con Corinna nasconde una realtà che per il commissario è peggio di una doccia fredda.

E i collaboratori di Micuzzi? Ancora lì, attorno a lui, a supportarlo a loro modo nelle indagini. L’unico a vivere un momento di crisi è Giampietro Lariccia. Se in “Sottotraccia” è il bello per antonomasia, equilibrato e desiderato dalle donne, in “Pioggia battente” si innamora di una donna sposata e il suo aspetto leccato e pettinato perde la patina. Anche il suo amore clandestino e tormentato finirà con l’influenzare il lavoro del commissario, ricattato dal questore e dal piemme de Donatis, che al termine della storia rivelerà un segreto insospettabile.

Anche in “Pioggia battente”, come in “Sottotraccia” il rapporto con le donne di Micuzzi è tutto fuorché lineare. A renderlo inquieto (intrigato?) è una bellissima fanciulla di nome Mariolina, che pare la sosia di Marilyn Monroe. E pure lei, neanche a dirlo, cela un segreto…

“Zona franca”

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Nel terzo episodio della serie, dal titolo “Zona franca” (quest’ultimo pubblicato come novità da TEA, marchio storico del Gruppo Mauri Spagnol), troviamo Micuzzi ancora parcheggiato al commissariato Città Studi a compulsar scartoffie, ma il brutale pestaggio dell’amica giornalista Ambra Cattaneo lo rimette in pista. Anche se non potrebbe. Ambra sta conducendo un’inchiesta giornalistica sull’assassinio di un vecchio stralunato che vuole abbattere il Duomo (Luigi Pecchi detto Gigi Sciagura) e che denuncia gli illeciti del costruttore edile Trezzani. La ragazza finisce in coma e il commissario non può rinunciare a mettersi al lavoro. Forse anche per un inaspettato senso di rivalsa nei confronti di Giampietro Lariccia, il suo ex più fidato collaboratore e buon amico in “Sottotraccia” e “Pioggia battente”, ma che ora rivela un carrierismo insospettabile, tanto da venir nominato commissario al posto di Micuzzi (senza per altro dirgli nulla…).

E mentre la ex moglie del commissario, Margherita, torna alla carica convinta che il loro rapporto debba essere recuperato, Micuzzi viene coinvolto dallo stesso Lariccia nelle indagini. Fresco di nomina, Lariccia teme di toppare l’inchiesta e chiede aiuto proprio a Micuzzi. E poi se ne va a Roma a un convegno nazionale, utile per la sua carriera, ma sparendo di fatto dalla scena. Il commissario riesce a sollevare il coperchio sulla morte del vecchio, andando a toccare gli interessi del costruttore Trezzani, in collaborazione con l’agguerrito piemme Lucio Cavalli (che in “Zona franca” fa la sua prima comparsa) e sollevando il velo su un misterioso servizio segreto clandestino (in attività in Italia dal secondo Dopoguerra) di cui ha fatto parte lo stesso onorevole Malinverni (che finalmente compare sulla scena, dopo essere stato evocato in “Sottotraccia” e “Pioggia battente”) e un anziano, misterioso personaggio, arrivato dall’Argentina per motivi che si comprendono soltanto al termine della vicenza.

Il fuoco dell’indagine è concentrato sul rapporto fra l’omicidio di Gigi Sciagura e il pestaggio di Ambra Cattaneo. La notte dell’omicidio, nei pressi del ritrovamento del cadavere, era presente anche una giovane danzatrice di Bologna, Selene Melini (anche lei, in modo anonimo, aveva fatto una fugace apparizione nel primo romanzo, “Sottotraccia”), la quale si scopre essere amica di Ambra. La ragazza però scompare all’improvviso e l’indagine deve virare anche sul suo ritrovamento (fuga volontaria e rapimento?).

Tutta la rosa dei sospettati (il misterioso uomo arrivato dall’Argentina, gli scagnozzi del costruittore Trezzani, i nipoti di Gigi Sciagura…) è sotto osservazione, e Micuzzi arriverà alla verità Complessa, articolata, multiforme. Inaspettata.

Con un risvolto tragico e sorprendente.

Le edizioni

I primi due romanzi della serie con protagonista il commissario Micuzzi (“Sottotraccia” e “Pioggia battente”) sono stati pubblicati da Sironi, rispettivamente, nel 2008 e nel 2009, e sono ancora disponibili nella prima edizione.

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Nel marzo 2013, il terzo episodio (“Zona franca”) è stato pubblicato come novità da TEA (Gruppo Mauri Spagnol).

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Nell’agosto 2013, “Pioggia battente” è stato inserito nella collana “Noir Italia” del Sole 24 ORE come allegato al quotidiano.

Pioggia battente Sole

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A ottobre 2013, TEA ha ripubblicato “Sottotraccia” in formato tascabile nella collana “Mistery”.

Mentre nel marzo 2014 è stata la volta di “Pioggia battente”, nella medesima collana e sempre in formato tascabile.

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