La violenza e l’esorcismo


La puttana su cui puntai gli occhi quella sera era molto giovane. Secondo me non aveva neppure diciotto anni.

Era vestita in modo civettuolo: una minigonna molto corta, bianca, a pieghe, come quelle delle tenniste d’altri tempi, e una canottierina dello stesso colore. Ai piedi un paio di scarpe crudeli, con i tacchi alti, che le slanciavano le natiche e le gambe. Era abbronzata. Aveva un corpo esile, proprio come lo volevo in quel momento, e un visetto rotondo, con i capelli bruni e corti. Se avesse avuto anche un ciuffo colorato, non necessariamente viola, era sufficiente che fosse colorato, sarebbe stata perfetta. Non contrattai neppure, le dissi di salire e basta. Una volta in macchina mi sciorinò le sue tariffe, parlava un italiano stentato. Io non l’ascoltavo. I soldi non erano un problema. Mi serviva lei, mi serviva il suo corpo, ciò che il suo corpo poteva proiettare nella mia fantasia, volevo
farle ciò che avevo in testa.
Punto.

“Un po’ più lontano” di Massimo Cassani (Laurana Editore)

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