Racconti/3 – Il treno

Il treno

di Massimo Cassani

 

Alla stazione si possono dire tante cose. Eppure non ci siamo detti niente. Ognuno con la nostra valigia, ognuno con il nostro treno da prendere. Ognuno con il nostro programma di viaggio. Il mio, confuso e contraddittorio, comprendeva, fra altre mille cose mai realizzate, di stare con te. Il tuo, chi lo sa, chi lo poteva sapere.
“Una bibita?” Ma sì, una bibita fresca, da bere in viaggio.
“Un gelato?”, no il gelato no, adesso no.
I tuoi silenzi imbarazzanti. Che cosa pensa? Forse non ha nulla cui pensare. Forse non ha bisogno di pensare, perché la vita è piena di cose da vivere e il pensiero agisce solo quando non c’è nulla o si crede non ci sia nulla intorno.
Un diretto passa sul primo binario. Corre veloce. Per fortuna non è il tuo. Per fortuna non è il mio.
Ancora un altro treno, questo va più piano. Mi volto. E se prendesse questo? Ma no, impossibile. Non è tempo di prendere alcun treno, ora. Eppure siamo in stazione, tutti e due. La cosa più naturale è aspettare il primo treno che vada nella direzione giusta, quella prescelta. O semplicemente quella avvertita. L’istinto imbroglia? Forse sì, forse no.
Una gara di resistenza: vediamo chi cede per primo. Non io. Io posso aspettare anche mille anni. Posso aspettare mille anni e provare la tua pazienza, la tua capacità di astrazione dalla bibita fresca, la tua capacità di far finta che lì non ci sia nulla da annusare.
Passa un altro treno, si ferma. Vediamo che cosa fa. Guarda.
Ho capito, sei persa. Meglio pensare ad altro. I libri, le riviste, i giornali. E parole, parole, parole di tutto, di tutti, su tutto e su tutti. Meno quelle che vorrei dire. Quell’impegno. Quell’impegno urgente. Con chi? Con il mio pensiero, così prezioso, così importante. Così importante da dimenticare (da far finta di dimenticare) che tu sei lì con la valigia pronta. Da dimenticare (da far finta di dimenticare) che la tua valigia è piena di cose, mentre la mia, per il momento almeno, è vuota. Da dimenticare (da far finta di dimenticare) che non ho comprato il biglietto. O meglio: nella mia tasca sinistra un biglietto c’è. Ma è valido per milletrecentocinquant’anni. Posso partire quando voglio. Anche adesso, se voglio. Voglio, ma non posso. Per quell’impegno. Quell’impegno inderogabile. Perché a questo fiume di parole non risponde nulla? Forse perché, fra le luci e i colori della sera, si è alzata una leggere brezza che ha portato una carezza di profumi. Adesso, forse, è il momento di godersi la brezza.
Anche il tempo però può imbrogliare e non è sempre vero che sia galantuomo. Me ne sono accorto tardi e tu ne sei già andata. E io rimango qui a pensare quanto sia stato bello sentire quegli odori di fresco.
È sera. Con il naso incollato alla vetrina delle riviste patinate ho perso il senso delle ore. E ho perso il treno. Mi volto verso i binari. La stazione sta per chiudere. La poesia dov’è? Le poesie le abbiamo finite. Fra l’altro comincia anche a fare freddo. E io qui, con la mia camicia estiva, sto tremando.

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9 Replies to “Racconti/3 – Il treno”

  1. Trovo semplicemente incantevole questo passaggio ‘veloce’ tra il tempo che fu ed il tempo che sarà…può succedere tutto o niente!!! Siamo sempre noi gli artefici del nostro vivere…bellissime descrizioni di attimi che fuggono…
    I miei più sentiti complimenti ad un Grande Autore (Massimo Cassani) che sto conoscendo, aimè, solo questa sera…

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    1. Allora ben incontrata, Stefania.
      Questi sono racconti “antichi”, datano 1995, quando scrivevo senza l’obiettivo di pubblicare. Poi sono venuti “Sottotraccia” (Sironi, 2008); “Pioggia battente” (Sironi, 2009) e “Un po’ più lontano” (Laurana, 2010). A marzo 13 uscirà il mio quarto romanzo con Tea Libri (Gruppo Mauri Spagnol)
      A presto, dunque.

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  2. Ciao Marco,
    Stiamo creando una community per appassionati di scrittura, una piattaforma letteraria per permettere ai
    nuovi scrittori di far emergere il proprio talento. Il nostro obiettivo è promuovere le nuove voci, favorire
    l’interazione tra autori invitandoli a scrivere dei racconti su un argomento dato. I racconti in linea con lo spirito della community saranno pubblicati online. I più meritevoli saranno raccolti in una pubblicazione che sintetizzerà il meglio del tema proposto.
    Il primo argomento con cui vi invitiamo a cimentarvi sono i Racconti di Treno, storie ambientate intorno a un viaggio in treno. Stiamo raccogliendo i primi racconti da inserire sulla piattaforma che a breve sarà on-line.
    Abbiamo visto che hai già scritto un racconto avente come argomento il treno, ti andrebbe di partecipare a questa community con un tuo racconto?
    Di seguito alcune informazioni:
    – lunghezza massima racconto: 5000 caratteri (spazi compresi);
    – scadenza invio racconto: preferibilmente entro la fine di febbraio
    – invio racconto in formato elettronico: pdf/word.
    – mail: esterrefatto.editore@libero.it
    Preciso che non sarà mai richiesto alcun contributo monetario allo scrittore, cerchiamo solo contributi
    letterari attraverso i suoi racconti.
    Grazie mille
    Saluti
    Andrea

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  3. Le stazioni, piattaforme dedicate a incontri e addii, punti di sutura tra passato e futuro che non corrispondo al presente; il presente è ciò che si vive. Solo i senza tetto hanno il presente nelle stazioni.

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